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N. 41972-2561.

All'imp. regia Amministrazione generale del censo e delle imposizioni dirette.

Col dispaccio 25 ottobre pop”, n.° 39342-25o1 venne autorizzata cotesta amministrazione generaIe, in pendenza delle invocate sovrane determinazioni di massima intorno alle correzioni d'estimo per errori di fatto e di calcolo ed agli analoghi compensi, a disporre la correzione dell'estimo ri

etutamente chiesta dall'ingegnere Delmati di un o lui fondo nel territorio di Gardino con Maffina, qualora pel succennato errore se ne fosse riconosciuto di troppo aggravato il riclamante; ma in via però di eccezione, e che dal medesimo si avesse ad esigere soltanto l'imposta risultante dall'estimo rettificato, colla riserva degli opportuni pareggi a norma delle decisioni sovrane.

Dietro vari rapporti del governo relativi a questo importante argomento stati rassegnati alla commissione aulica centrale di organizzazione, si è degnata S. M. il 24 dell'ora scorso ottobre di segnare la seguente decisione: « Siccome in fatto d'imposte in generale non ha luogo prescrizione, così anche la rettificazione dei semplici errori di calcolo nelle scritture censuarie è imprescrittibile, e soltanto in occasione di tali rettificazioni si dovrà badare attentamente, perchè a forza di moltiplici cambiamenti i catasti non vengano disordinati, e quindi non ne abbia l'erario a rimaner danneggiato. » Per quanto poi risguarda la rettificazione della scrittura, cioè il successivo debito del censito da essa risultante, si dovrà per rispetto alla fis» sazione dell'estimo di quei fondi che trovansi

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tuttora nelle mani di quelli che li possedevano

sino dal 176o, o del loro eredi, seguire le nor

me stesse ch'ebbero vigore fino all'anno 1769.

Le nuove correzioni d'estimo però non avranno o effetto retroattivo, ed avranno vigore soltanto

dal giorno in cui fu presentato il relativo riclamo.» -

In aggiunta pertanto al citato dispaccio 25 ottobre le si partecipa pure anche questa recente sovrana decisione, ingiungendole di attenersi strettamente alla medesima, e di conformità alle massime in essa spiegate di procedere all'evenienza de casi alla regolare correzione d'estimo con piena cognizione di causa e colla massima circospezione, facendone di mano in mano circostanziato rapporto al governo per le sue determinazioni.

A questo fine le si retrocedono gli atti che cor

redavano le di lei consulte 2 marzo n.° 664, 8 agosto n.° 2o26 e 31 luglio n.° 3o9o, affinchè provveda alle istanze del supplicanti giusta le accennate sovrane prescrizioni.

Milano, il 29 novembre 1816.

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Dichiarazioni di massima emanate da S. A. I. il serenissimo arciduca vicerè con decreto 3 agosto 1832, n.° 7293 pel pratico eseguimento della sovrana risoluzione 24 ottobre 1816 ne casi di domanda per correzioni di errori di calcolo incorsi nella scrittura censuaria.

1.° I dati fondamentali dell'estimo rilevati sul luogo all'epoca della formazione del censimento e i relativi giudizi confermati e corretti nella revisione definitiva dei reclami sono elementi inalterabili che non ammettono ulteriore revisione, nè rettificazione se non se nel caso di perenzione totale o quasi totale del fondo, alla quale provve. dono gli analoghi regolamenti. Tali sono la mappa originale e la tariffa ossia la stima dell'unità della misura agraria per ogni qualità e squadra dei fondi e per ogni morone ed ulivo, la qualità individuale d'ogni numero di mappa, la rispettiva squadra e il numero dei moroni ed ulivi, come anche il fitto attribuito agli edifici e ad altre proprietà denominate beni di seconda stazione; ben inteso che nel concorso di più atti della stessa natura, alcuni dei quali originali ed altri successivamente rettificati, debbono ritenersi come dati fondamentali ed inalterabili soltanto quelli che furono confermati o corretti all'atto di revisione definitiva susseguita dalla sentenza dell' estimo.

2. Sono viceversa rettificabili in qualunque tempo il perticato e l'estimo complessivo d'ogni numero di mappa allorquando risulti che per errore di calcolo della mappa originale eccedente l'ordinaria tolleranza o per altri errori di conto, di applicazione, di trascrizione e simili, verificabili a tavolino, i detti perticati ed estimo sieno stati inscritti sui registri censuari per una quantità di versa da quella che evidentemente deriva dai sovra indicati elementi inalterabili dell'estimo. Sono pari rimente rettificabili gli errori di ommissione o di duplicità d'estimo di un fondo quando questo sia stato ommesso dalle mappe e dagli estimi, o viceversa quando un identico fondo sia stato compreso doppiamente nelle mappe e negli estimi di due comuni. o

3° La correzione degli errori indicati nel detto articolo 2.o può essere promossa tanto dall'amministrazione del censo o da qualunque altra autorità provinciale o distrettuale, quanto dai privati possessori. Questi ultimi però dirigono la loro petizione al commissario distrettuale, che dee inoltrarla all'amministrazione del censo col suo parere ogni qual volta dagli atti della commissaria o altrimenti possa desumere qualche notizia utile a schiarire la petizione.

4° L'amministrazione del censo informata per qualsiasi modo dell'errore lo sottopone all'esame del suo ufficio dei periti, sul rapporto dei quali, se mediante il confronto dei dati fondamentali del censimento dichiarati nell'articolo 1.o come inalterabili trova sussistente l'errore, ne propone la correzione al governo. Avutane l'approvazione, fa eseguire la correzione nei registri ed ordina l'eguale correzione presso la commissaria del distretto. Se non trova sussistere l'errore, sottopone la petizione al governo col parere negativo, ed avutane la decisione, la partecipa al commissario, se da lui derivò l'istanza, oppure all'autore della medesima, sempre però col mezzo dello stesso commissario.

5.” Il commissario distrettuale, giusta l'articolo 162 della notificazione del governo 12 aprile 1816, comunica l'accordata o negata correzione al censito in ogni caso anche qualora si tratti d'una cori" la quale fosse stata promossa soltanto d'uf

C10,

6.° La rifusione de carichi che a fronte della correzione risultano pagati in più o in meno si accorda dal giorno in cui il possessore ne ha promossa la correzione, e quando sia questa stata promossa d'ufficio, si calcola dal giorno dell'intimazione fatta dal commissario distrettuale al censito.

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