Note autobiografiche e storiche di un Garibaldino

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N. Zanichelli, 1898 - 272 Seiten
 

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Seite 126 - Penultima tappa del risorgimento nostro, noi dobbiamo considerare il periodo che sta per finire e prepararci ad ultimare splendidamente lo stupendo concetto degli eletti di venti generazioni, il cui compimento assegnò la Provvidenza a questa generazione fortunata. Si, giovani! L'Italia deve a voi una impresa clic meritò il plauso del mondo. Voi vinceste; e voi vincerete perché voi siete ormai fatti alla tattica che decide delle battaglie.
Seite 114 - Corona per salvare la propria dignità e la libertà de' suoi popoli. Carlo Alberto cadde colle armi in pugno, e mori nell'esilio : la sua morte accomunò sempre più le sorti della mia famiglia a quelle del popolo italiano, che da tanti secoli ha dato a tutte le terre straniere le ossa...
Seite 128 - Ogni Italiano deve rannodarsi a lui — serrarsi intorno a lui. Accanto al re galantuomo ogni gara deve sparire , ogni rancore dissiparsi ! Anche una volta io ripeto il mio grido: all'armi tutti! tutti! Se il marzo del 61 non trova un milione d'Italiani armati, povera libertà, povera vita italiana!...
Seite 129 - Essi la serviranno ancora nei loro focolari, col consiglio e coll'aspetto delle nobili cicatrici che decorano la loro maschia fronte di venti anni. All'infuori di questi, gli altri restino a custodire le gloriose bandiere. Noi ci ritroveremo fra poco per marciare insieme al riscatto dei nostri fratelli, schiavi ancora dello straniero, noi ci ritroveremo fra poco per marciare insieme a nuovi trionfi.
Seite 121 - Sicilie il nuovo reggimento s' inaugurò col mio nome. Ma alcuni atti diedero a temere che non bene interpretasse per ogni rispetto quella politica che è dal mio nome rappresentata. Tutta l'Italia ha temuto, che all'ombra di una gloriosa popolarità , di una probità antica, tentasse di riannodarsi una fazione pronta a sacrificare il vicino trionfo nazionale alle chimere del suo ambizioso fanatismo. Tutti gli Italiani si sono rivolti a me perché scongiurassi questo pericolo. Era mio obbligo il...
Seite 129 - L'ora della pugna mi ritroverà con voi ancora — accanto ai soldati della libertà italiana. Che ritornino alle loro case quelli soltanto chiamati da doveri imperiosi di famiglia, e coloro che, gloriosamente mutilati, hanno meritato la gratitudine della patria. Essi la serviranno...
Seite 68 - Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia — resto delle battaglie lombarde. — Noi siamo con voi — e noi non chiediamo altro che la liberazione della vostra terra.
Seite 119 - Europa mi taccia d'imprudenza, giudichi con animo riposato, che cosa sarebbe diventata, che cosa diventerebbe l'Italia il giorno nel quale la monarchia apparisse impotente a soddisfare il bisogno della ricostituzione nazionale! Per le annessioni, il moto nazionale, se non mutò nella sostanza, pigliò forme nuove; accettando dal diritto popolare quelle belle e nobili provincie, io dovea legalmente riconoscere l'applicazione di quel principio, né mi era lecito il mutarla colla norma de' miei affetti...
Seite 164 - Nazione, vi chiamo alle armi. Questo grido di guerra sarà per Voi, come lo fu sempre, grido di gioia. Quale sia il vostro dovere, non ve lo dico, perché so che ben lo conoscete.
Seite 130 - Quà dobbiamo instaurare governo che dia guarentigia di viver libero ai popoli e di severa probità alla pubblica opinione. Io faccio assegnamento sul concorso efficace di tutta la gente onesta. Dove nella legge ha freno il potere e presidio la libertà, ivi il governo tanto può pel pubblico bene , quanto il popolo vale per la virtù.

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