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LETTERA PRIMA.

ALia totale descrizione, qualunque ella Masi, dei Contorni di Firenze pongaci finalmente termine col presente Volume, giacche con questo ultimato viene nitro 1' ameno circondario della medesima Mi lusingo, Amico, clic dal sin c;uì detto, compreso avrete, quanto neces?aria fosse la già da altri del Secol nostro Licata, ma non eseguita illustra/ione dei medesimi, di cui lino dai suoi tempi l'immortale Ariosto (i) eT>be a dire, che talmente erano deliziosi, e di magnifiche ville intorniati, che riunite insieme state sariano più che sufficienti a formar due Panne:

dentro un unir, sotto un nudismo v.otnc Fosscr raccolti i tuoi palazzi sparsi. Non ti sarian da uguagliar due Reme. Sembreranno a taluno enfatiche tali espress.oni, ci iperboliche, dettare più da poetica riscaldata fantasìa, die da intimo sen.-o; ma Voi VI A «en

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tentasi ciò, che ne dice il celebre Romano Giureconsulto Francesco Novelli nella sua Orazione de Vibis Fiorenti*, ac Medicea t'Amili* nobilitate pag. 5. stampata in Homi giusta il Cinelli ( Scansia IX. ) ai tempi di Leone X., e quindi ivi riprodotta nel 1603 , e 1604. Dice egli adunque: Sunt & Jrequtntcs circa Vrbcm clegantes suburbana villa , quarum aliqua magna videntur oppida, in quibus non villatica Casa, sed magnifico struffa visuntur domus pulchcrrime ornata cum ingcntibus étdificiis . Sunt & villula permulta, pagi perquam magni varii, & diversi, domorum multitudinem non rusticanarum, sad urbanarum continentes frequentissime habitati. Habct miratn olitoriorum honorum anieenitatem, fruttifera pomaria, vinetti > oliveta perquam multa, apricos colles, vircntia prata , scatentes, & uberrimos fontes, placido* Litica , flumina, convalles , aliaque amauissima dclcÙabUia loca, lata undique blandaque faeie, ac liilari aspefiu, & pro<peflu gratissimo arridentia. In fimil guisa il celebre Lirico Tommaso Gray Professore nell'Università di Cambridge nella sua partenza da questa ci 1^40. così cantò dando un addio tcneiiasimo ai deliziosi Colli di Fiesole:

Oh Fasula amano, Frigaribus juga, nec nimium spirantibus auris! Alma quibus Tusci Pallas decus Apcnnini F.sse dcditt giaucaque sua cur^sce-c sylval

Aon

Non ego vos postime Arni de valle vùieio . Porticibus circum , & candenti cinffa corona Villarum longe nitido consurgerc dorso, AntiqùamveAedem, & veteres prtfcrre cupressus Mirabor, teflisque super pendentia tctla. Con tutta ragione adunque disse il nostro Varchi nella sua Istoria Fiorentina essere stati all' età sua i Sobborghi di Firenze per la moltiplicità delle Ville, e dei Monasteri tante Città . Mio impegno adunque sarà adesso il dimostrare, o per meglio dire confermare tal verità, e per ciò fare con ordine dalla Porta a Pinti darò principio.

Da Gio. Villani Lib. IX. Cap. a86., e da Benedetto Varchi Lib. IX. Gap. -256. fu detta Porta Fiesolana, perchè conducente a Fiesole, tuttavolta il nome-di Pinti ha sempre prevaluto , e per esso è nota tuttora. D'onde poi questa tragga la sua denominazione, è per anche ignoro, se non vogliamo con altri supporre, clic dal nome di alcun possessore di quel terreno avesse nell'antico origine. Per quel, che si rileva dall'antico riferito Istorico Lib. IX. Cap. 31. può quesra credersi edificata, o nel i£Q9 . o nel 13.11., nei quali anni si lavorò alle mura da questa parte, come rilevasi da un antica Iscrizione riportata nel T. I. pag.. 3o6. della Firenze antica, e moderna illustrata, che è tra questa Porta, e 1' altra così'detta a'.'.a Croce, ove il muro fa angolo, e dove

A a giù

giusta il Villani Lib. IX. Cap. S56. era la Torre detra Guardia del Massajo.

Di rimarcabile questa Porta non avendo cosa alcuna, duopo farà uscir fuori, e tosto immaginarsi un magnifico Sacro lidifizio, che più non vi è, e che più sotto minutamente descriveremo. La precisa situazione del medesimo cel' addita il Varchi nella Storia Fior a pag. 251., allorché dice „ dirimpetto alla Porta a Tinti a un trar di mano è il bellissimo Convento de* Frati Ingesuati. „ 11 Lami poi nelle Smc Lezioni Tossane T. -2. pag. 3-1 ne circoscrive diligentemente i confini coli.- seguenti parole: „ Ter riguardo alia moderna Citta di Firenze il Monastero ili S. Giusto veniva ad esser presso, dove è ora la Fotta a Pinti; e il suo recinto cominciava , dove è adesso il Tabernacolo dipinto da Andrea del .Sarto, sulla via, che vìi dirittamente a Fiesole, e continuava sino dove è il moderno Tabernacolo del Crocifisso, di lì piegando verso Ficf-ole, sino dove si vede ancora la rovina dell'altro angolo del muro, il quale continuato verso l'Occidente, veniva verso la predetta via: e quindi si rivoltava sino al predetto Tabernacolo dipinto da quel celebre artefice ,, Onesto Convento fino dall' antico denominavasi S. Giusto alle Mura, o dcl'c M:n\i; così nel Testamento di Iacopo del Uro-ilio del fù Beninci'.sa del Po

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