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ordinari, nei quali avessero diritto ad essere
ricoverate, oppure alle case loro, semprechè
però sieno in istato di reggere al viaggio
senza danno della loro salute; ritenuto che
in caso diverso le accetteranno, e le faranno
collocare, se siavi possibilità, in sito separato,
od altrimenti nelle sale destinate pei sospetti;
ma coll'avvertenza però che dovranno tenere
una nota distinta di tali persone, come pure
di quelle altre che fossero state accettate
come sospette, e che guarissero o morissero
in essi spedali da altre malattie, onde poi
determinare a chi debbano spettare le rela-
tive spese.
Che se poi gli anzidetti medici si permet-
tessero di ammettere arbitrariamente negli
spedali del petecchiosi persone che ricono-
scessero non affette dal morbo contagioso o
che non avessero indizi di esserlo, le impe-
riali regie delegazioni dichiareranno loro che
saranno i medesimi risponsabili di siffatto
disordine, e tenuti a risarcire la spesa che
per tali individui sarà occorsa.
Milano, il 3 aprile 1817.

SAURA U.

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(N.° 39 ) SoLUzrova sui dubbi proposti per la formazione del conto di conguaglio relativo alla divisione delle attività e passività

comunali. eo - 27 aprile 1817. - N.° 9813-1715. CIRCOLARE.

L'imperiale regio governo alle imp. regie delegazioni provinciali.

Tre dubbi sono stati proposti alla soluzione dell'imperiale regio governo intorno all'intelligenza del dispaccio 24 novembre 1816, n.° 39654-5135, cioè : 1.° Come debbasi calcolare pel conguaglio delle attività e passività dei comuni la tassa personale nel caso che qualche anno non fosse stata pagata. 2.° In quale entità debbasi nello stesso caso ragguagliare la sovrimposta. 3.” Come si applichi la massima del menzionato dispaccio nelle diverse posizioni dei comuni, per quelli cioè che avevano adottata la comunione di ogni interesse, per quelli semplicemente uniti nelle rendite e spese generali; come pure pei comuni che nel primo o nei primi anni della seguita concentrazione non avevano adottata la suddetta comunione d'interessi, ma che l'adottarono successivamente.

Sui quali quesiti si danno le seguenti risposte alle imperiali regie delegazioni: 1.° Quantunque la legge 24 luglio 18o2 all'art. 133 stabilisca che alle spese comunali oltrepassanti le rendite ordinarie dovesse concorrere anche la tassa personale, nondimeno è talvolta avvenuto che qualche comune si trovasse in circostanze tanto speciali da meritare di essere esentato dal pagamento della tassa predetta, e che siasi addossato il relativo carico all'estimo. In questo caso o la sovrimposta è stata il doppio o più della tassa, e quest'ultima si calcolerà al suo massimo, cioè a lir. 2. 6o, o è stata al disotto del doppio, e si prenderà la metà di essa, e si calcolerà adequatamente il prodotto della tassa personale. a o 2.° Essendo assai difficile che non sia stata pagata sovrimposta di alcuna sorta , il governo si astiene dal deliberare in massima, e starà in attenzione che gli siano proposti i casi particolari. 3.° La ripartizione delle attività e passività procedenti dalla società deve farsi in proporzione della somma imposta a carico dell'estimo e del personale risultante dai conti consuntivi generali dell'intero comune stabiliti o da stabilirsi per tutto il tempo della aggregazione, poichè o le frazioni d'allora

Circ. cd Atti 1817, Vol. I, P. II. 16

fecero la comunione dei loro particolari interessi, e questi interessi hanno figurato nei suddetti conti generali, ed hanno influito sulle imposte ivi calcolate, e sulle conseguenti attività e passività, per le quali occorrono presentemente le operazioni del conguaglio; o la comunione degl'interessi particolari non ebbe luogo durante o in tutto od in parte l'aggregazione, e i medesimi interessi non furono contemplati nei suddetti conti generali, ma bensì nei conti parziali delle frazioni : e siccome in questi ultimi conti le sovrimposte sull'estimo ed anche sul personale sono stabilite non solo per la quota parte dei bisogni sociali, ma ben anco in vista delle speciali attività e passività delle singole frazioni; così le misure di tali sovrimposte sostenute dalle frazioni non possono ora servire di dato pel conguaglio degl'interessi sociali ossia generali di tutti i comuni aggregati. Nè si omette di osservare che per quei comuni che hanno bilanciato gl' interessi mediante un conguaglio all'epoca della seguita comunione devesi procedere secondo l'art. 6 delle istruzioni 29 aprile.

Milano, il 27 aprile 18 17.

SAURA U.

(N.° 9o. ) QUANDo gli ecclesiastici possono sostenere le incumbenze amministrative comunali.

6 maggio 1817. N.° 11254-1951. CIRCoLARE.

L'imp. regio governo alle imperiali regie delegazioni provinciali.

All'imperiale regio governo è stato proposto il dubbio, se gli ecclesiastici possano o no sostenere incumbenze amministrative, e nominatamente quelle di revisori dei conti comunali.

Se gli ecclesiastici sono parrochi o coadiutori nei comuni ove esercitano il proprio ministero, siccome l'articolo 5 delle istruzioni 12 aprile 1816 gli esclude dal convocato generale, così non potrebbero assumere alcuna incumbenza che emanasse dal convocato stesso, nemmeno quando avessero beni patrimoniali nel comune medesimo, giacchè a questo riguardo è chiara la disposizione della legge.

Ma la legge non esclude in generale gli ecclesiastici dalle incumbenze amministrative; anzi le eccezioni che si fanno specialmente per alcune (art. 6 e 66 delle citate istruzioni ) li lascia credere capaci per altre.

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