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Riguardo poi alle sentenze pervenutele prima della presente ordinanza, e per le quali non è già stata esatta la tassa, ella dovrà all'atto della riscossione citare sul libro maestro il numero di tassa sotto il quale la sentenza è già stata tassata per la sola metà a ciascuna delle parti, addebitandosi nella colonna del credito l'altra metà, che deve riscuotere a compimento di essa. Nella colonna poi del pagamento esporrà l'intiera duplice tassa esatta, la quale si dovrà esporre anche nel rendiconto mensuale.

Con quest'incontro la direzione deve pure d'ordine dell'imperiale regio governo sollecitarla a fare immediatamente la riscossione ed il versamento delle tasse che per avventura le rimanessero tuttavia da esigere pei decreti e sentenze emanate tanto dall'imperiale regio supremo tribunale di giustizia in Vienna, quanto dall'imperiale regio senato italiano residente in Verona, attenendosi alle disposizioni contenute nella circolare 4 settembre 1816, n.° 594o.

Si farà carico di accennare a posta corrente la ricevuta della presente.

Milano, il 7 giugno 1817.

PS A LI DI.
NARDUCCI, SEGRETARIo.

( N.° 76. ) CowTr consuntivi dei comuni da rivedersi sul luogo dai revisori.

9 giugno 1817. N.° 14946-2577. CIRCOLARE.

L'imp. regio governo alle imperiali regie delegazioni provinciali.

A qualche imperiale regia delegazione provinciale è occorso il dubbio, se i revisori dei conti comunali possano esercitare il proprio ufficio nei rispettivi comuni, ovvero se debbano perciò recarsi alla residenza del cancelliere censuario. Quantunque l'art. 245 delle istruzioni 12 aprile 1816 vieti agl'imperiali regi cancellieri del censo di lasciar trasportare carte fuori d'ufficio , nondimeno esso non va interpretato tanto rigorosamente che escluda la consegnazione dei documenti necessari ai revisori dei conti: tanto più che l'art. 1o7 acconsente che si possano ben anche lasciare all'agente comunale le scritture occorrenti alla giornaliera amministrazione.

Altronde mal potrebbero i revisori esaminare concordemente e con la dovuta attenzione i conti se dovessero andar fuori del proprio comune, ma ove pure sagrificando

interamente le private alle pubbliche considerazioni accordassero ad un tale esame tutto il tempo che potesse esigere, non sarebbe giusto il permettere che mentre sostengono una incumbenza gratuita, dovessero poi per essa abbandonare lungamente i propri interessi, oltre all'essere gravati delle spese di viaggio e di dimora nel capoluogo del distretto, le quali non sono in massima compensate nemmeno ai deputati all'amministrazione comunale, come è stato disposto col circolare dispaccio dell' imperiale regio governo del dì 9 del prossimo passato marzo, n.° 5557-1oo3.

Ove queste ragioni non bastassero, si potrebbe ricorrere alla pratica antica. Ora prima del 1796, nel tempo cioè che era in uso il presente sistema d'amministrazione comunale, i conti consuntivi dei comuni erano riveduti in luogo: ciò che continuerà ad aver corso anche d'ora innanzi. -,

Ciò serve di risposta al rapporto del dì 15 dell'ora scorso maggio, n° 9677-2582, fatta da cotesta congregazione provinciale alla centrale; e si retrocede all'imperiale regia delegazione il documento ch' era unito al rapporto medesimo.

Milano, il 9 giugno 1817. i

, SA UR A U.

(N.° 77. ) LIMITATE le prime istanze alla pubblicazione dei soli editti espressamente contemplati dalle leggi veglianti.

1o giugno 1817. N.° 5385. CIRCOLARE.

L'imp. regio tribunale d'appello generale a tutte le imperiali regie prime istanze.

In esecuzione dell'ordinato dal supremo tribunale di giustizia con venerato aulico decreto 24 maggio prossimo scorso, si avvertono le prime istanze di non pubblicare in avvenire editti, se non nei casi espressamente contemplati dalle leggi veglianti, o ne quali una tal pubblicazione sia implicitamente dalle medesime autorizzata.

Milano, il 1o giugno 1817.

PATRONI, PRESIDENTE.

PINO, Consigliere,

(N.° 78. ) ALL'esercizio dell'architettura non è da ammettersi se non quegli che in una delle università dello stato abbia conseguita la laurea nella facoltà fisico-matematica.

11 giugno 1817. N.° 12823-1 137. CIRCOLARE.

L'imp. regio governo alle imperiali regie delegazioni provinciali.

Essendo invalso l'abuso che talvolta gli agrimensori si ammettono agli esami di pratica pel libero esercizio dell'architettura, e ne conseguiscono la relativa abilitazione, il governo inerendo alle disposizioni del decreto 3 novembre 18o5, col quale sono determinati i confini rispettivi delle professioni d'agrimensore, d'ingegnere e d'architetto civile, disposizioni che sono tuttavia in pieno vigore, si fa premura di porre in avvertenza le regie delegazioni perchè quindi innanzi non debba essere ammesso all'esercizio dell'architettura se non quegli il quale in una delle università dello stato abbia conseguita la laurea nella facoltà fisico-matematica.

Milano, 1 1 giugno 1817.

PER S. E. IL SIGNOR CONTE GOVERNATORE ASSENTE , BAZETTA , CoNSIGLIERE.

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