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2) Che la sentenza venga prodotta in originale, e che venga attestato o nella requisitoria del giudice che l'ha pronunciata, o mediante certificato d'ufficio del giudice stesso, allorchè la domanda d'esecuzione è presentata dalla parte, essere la sentenza pas

sata in cosa giudicata 3 - - - - , a 3) L'esecuzione ha luogo in tanto solamente in quanto anche alle sentenze dei giudici di questo regno venga in egual modo e senza veruna difficoltà data esecuzione dai giudici del paese in cui la sentenza fu pronunciata; ciò che però si presume sin tanto che non vi abbia un particolare motivo per dubitare. S 2. Se il giudice di prima istanza non trova in tutti questi riguardi difficoltà a determinarsi per la concessione o ricusa dell'esecuzione, egli dà corso da sè solo alla domanda di esecuzione senza ricercare le superiori istruzioni. Presentandoglisi poi dei dubbi, su cui nemmeno le maggiori dilucidazioni ricercate previamente alla parte o al giudice estero valessero a tranquillarlo, può domandare istruzione al tribunale d'appello, il quale secondo le circostanze gliela dà immediatamente, o sottopone gli atti al senato lombardoveneto del supremo tribunale di giustizia.

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AS 3. In generale i giudici del regno lombardo-veneto non procedono mai d' ufficio per l'esecuzione delle sentenze pronunciate nell'estero, ma unicamente secondo le gene-. rali prescrizioni del regolamento civile. Perciò è a carico del creditore di chiedere e di sollecitare i singoli gradi dell'esecuzione, di specificarne, esattamente, l'oggetto, di procu-, rarsi ciò che sarà stato riscosso pel suo cre-e dito, e di oostituire a tal uopo nel luogo, sua assenza, intorno alle quali cose il giu-. dice lo istruisce, occorrendo, mediante decreto, attergato alle sue istanze, o esprime i neces-, sari rilievi nella risponsiva al giudice estero. Se però questo nella requisitoria ha indicato con precisione l'oggetto da sottoporsi ad esecuzione, fa eseguire senz'altro quella disposizione che tende ad assicurare al creditore il diritto di pegno sull' oggetto medesimo.

S 4. In egual modo anche i giudici del regno lombardo-veneto nelle cause presso di loro pendenti devono, ad istanza delle parti, col mezzo di lettere requisitorie ricercare i giudici esteri, quando non sia già noto che sogliono essi ricusare ogni sussidio di giustizia.

S 5. Vien esercitata la più rigorosa rappresaglia contro quei giudici esteri che ricusano l'esecuzione delle sentenze pronunciate in

questi stati, o vi frappongono difficoltà in pregiudizio del creditore austriaco. A tal fine tutte le doglianze appoggiate a fondamento che in prima o seconda istanza fossero state mosse dai sudditi di questi stati contro le magistrature estere a motivo della ricusata

esecuzione, vengono sottoposte al senato lom- bardo-veneto del supremo tribunale di giustizia, a cui spetta di dare le disposizioni adattate alle circostanze. Mentre in adempimento dell'aulico decreto 9 settembre andante del sopra lodato senato si comunicano tali prescrizioni alle prime istanze subordinate, se ne ordina ad esse l'esatta osservanza all'evenienza de casi. - Milano, il 25 settembre 1818.

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PATRONI, PRESIDENTE.
SARDAGNA, Vicepresidente. e

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CARLI, ConsicLIERE. - - , a - - o - - , - a - - . - s - * i sa - , - s - - e - - -

( N° 162. ) Ai praicanti stipendiati promossi ad un impiego con soldo non si accorda il dietim per l'andata alla loro destinazione. - eso ceo e e - 25 settembre 1818. N.o 152o9-3844. 8 , a s. CIRCOLARE. L'imp. regio governo alle imperiali regie delegazioni provinciali.

“ Ritenuto che allorquando i praticanti stipendiati ottengono un impiego con soldo vengono a migliorare la loro condizione tanto dal lato dell'interesse, quanto rispetto al rango, S. M. con sovrana risoluzione 3 agosto o po ha determinato che per l'avvenire non debbasi più accordare ai medesimi il dietim per miglio per l' andata al luogo della loro destinazione. In eseguimento degli ordini dell'imperiale regia camera aulica generale portati da dispaccio 14 del suddetto mese, n.° 1o827, si rende di ciò intesa questa imperiale regia delegazione per conveniente sua notizia e perchè ne faccia analoga comunicazione a quelli dei sopraccennati praticanti che si trovassero ne di lei uffici o in altri da essa dipendenti. Milano, il 25 settembre 1818. STRASSOLDO.

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5og ( N° 163 o se ceduti al cos, , mune col retrodato delle relative partite anteriormente alla sovrana patente 18 aprile 1816 cedono a vantaggio e pericolo del medesimo. - - - -

e a6 settembre 1818.

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No a3912-733 P. circolano. L'imp. regio governo alle imperiali regie delegazioni provinciali.

si comunica per norma e direzione a codesta imperiale regia delegazione provinciale la seguente sovrana risoluzione: « Con sovrana risoluzione 22 agosto pop.” in data di Baden fu approvata la proposizione fatta dal governo di Venezia, e relativa alle retrodazioni dipendenti dall'amministrazione regolata ancora dalla legge 22 marzo 1804, ed anteriore perciò all'attivazione della sovrana patente, 18 aprile 1816. - i » viene quindi dichiarato che i beni oppignorati e ceduti al comune insieme col retrodato delle relative partite debbano essere Ol vantaggio e pericolo del medesimo , e che perciò ne i contribuenti possano domandare al o comune la restituzione del maggior prezzo, ne

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