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(N.° 1 15. ) ATTI giudiziari prodotti ed assunti in giudizio da trascriversi nella carta bollata contemplata dalla legge 21 maggio 181 1.

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L'imp. regio tribunale d'appello generale a tutte le imperiali regie prime istanze civili delle provincie lombarde.

Avispo osservato che non è del tutto uniforme il modo di procedere presso le prime istanze giudiziarie quanto all'uso della carta bollata prescritto con decreto aulico 19 ottobre 1787, n.° 2457, il senato lombardo-veneto del supremo tribunale di giustizia, presi gli opportuni concerti coll'imperiale regia camera aulica, con suo decreto 24 giugno prossimo passato, n.° 1797, ha dichiarato

Circ. ed Atti 1818, Vol. II, P. II. A.

ch'essendosi in forza della sovrana risoluzione Io settembre 1817 riattivata la legge italica 21 maggio 181 i sulla carta bollata, senza riguardo alla diversità dell'attuale procedura, tutti gli atti giudiziari che vengono prodotti ed assunti in giudizio, e per conseguenza anche i protocolli originali che si assumono sulle comparse in giudizio, gli esami dei testimoni e le copie delle informazioni rimesse per l'interesse delle parti ai tribunali superiori sono compresi sotto la sanzione della detta legge, e sono soggetti al debito del bollo.

Questa suprema dichiarazione si partecipa a tutte le imperiali regie prime istanze civili per norma da esattamente osservarsi.

Milano, il 3 luglio 1818.

PATRONI, Parsmente. A
SARDAGNA, VICEPRESIDENTE. . -

o PINo , CossIGLIERE.

-

(N.° 116.) IvcARrcATI i giudizi criminali di comunicare ai tassatori la nota delle spese, tasse e multe ripetibili dall'incolpato o dal denunciante. - - - 4 luglio a818. N.° 4873-263. - CIRCOLARE.

L'imp. regio tribunale d'appello generale a tutti i giudizi criminali dipendenti.

Non essendosi fino ad ora dai giudizi criminali dato esattamente adempimento al S 5 dell'avviso governativo 9 agosto 1816 relativo alla comunicazione da farsi ai tassatori della nota di tutte le spese, tasse e multe, per le quali a termini del S 534 e seguenti del codice penale si facesse luogo alla ripetizione dall'incolpato o dal denunciante, l'imperiale regio tribunale d'appello generale ingiunge a tutti i giudizi criminali di esattamente eseguire quanto sul proposito è stato determinato.

Milano, il 4 luglio 1818.

PATRONI, PRESIDENTE.

PINO, Consigliers.

(N.° 117.) Nuova disposizione per assicurare la corresponsione ai soldati supplenti delle somme pagate alle casse di finanza dai loro suppliti. 4 luglio 1818. N.° 16o64-2369. CIRCOLARE.

L'imp. regio governo alle imperiali regie delegazioni provinciali.

In aggiunta alla circolare 1o ottobre pop.”, n.° 265 14-4 177, e per maggior lume nella esecuzione della medesima si prevengono le imperiali regie delegazioni che ove si verifichino pagamenti nelle casse di finanza a favore dei militari, sia o non sia per essi precorso eccitamento per parte dell'imperiale regio governo, dovrà questo esserne informato, trasmettendoglisi ancora le quietanze delle casse anzidette, onde possano essere date le opportune disposizioni pel successivo versamento in quella di guerra, essendo accaduto che alcune di tali somme sono giaciute per qualche tempo inoperose per maneanza appunto dell'osservanza di simil metodo.

Milano, il 4 luglio 1818.

sTRAssoLDo.

(N.° 1 18. ) DrcHIARATo di competenza dei presidenti dei tribunali provinciali e dei pretori il legalizzare le firme dei notai residenti nelle rispettive giurisdizioni.

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L'imp. regio tribunale d'appello generale a tutte le autorità giudiziarie dipendenti. -

Sul dubbio proposto, se competa ai pretori la facoltà attribuita dal vigente regolamento sul notariato ai presidenti dei tribunali di prima istanza di legalizzare le firme dei notai residenti nel rispettivo circondario, il senato lombardo-veneto del supremo tribunale di giustizia con aulico decreto primo luglio corrente, n.° 1884, ha dichiarato che tale facoltà compete ai presidenti dei tribunali provinciali soltanto rispetto ai notaj residenti nel distretto soggetto alla giurisdizione civile del rispettivo tribunale, ed ai pretori rispetto ai notai residenti sotto la giurisdizione della loro rispettiva pretura, dovendo però questi ultimi far registrare nella loro cancelleria la firma dei notai nel modo prescritto dal regolamento sull'istituto notarile all' art. 23.

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