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destinata a comunicare il moto ad un battello od a servire di motore per qualsivoglia altro scopo, l'imprenditore munito della dichiarazione del fabbricatore della macchina o macchinista d'essere compiutamente costruita dovrà rivolgersi al governo, onde ottenere, prima che sia posta in opera, che debba essere esaminata dalla direzione delle pubbliche costruzioni se in Milano, o da speciale delegato se in distanza da questa città a risparmio di spese. 2.° L'uso di caldaje fabbricate con ferro fuso, ossia ghisa, non è permesso sia per le macchine pei battelli a vapore, che per quelle destinate a qualunque altro fine; e sia pure che le caldaje siano costruite nella solita forma, od anche fabbricate a tubi. Questa disposizione però non si estende al cilindro, in cui il vapore opera qual forza motrice, il quale appunto è fatto di ferro fuso. Si potrà pure continuare a far uso di quelle macchine a vapore, le quali furono messe in esercizio prima della pubblicazione della presente prescrizione, ogni qual volta esaminate ed esperimentate secondo le prescrizioni portate dalla circolare 22 novembre 1817, siano riconosciute non soggette a pericolo. 3.” L'esperimento della caldaia di ogni macchina a vapore di qualsivoglia forma viene

fatto spingendovi entro l'acqua con una tromba sino a che vi eserciti la pressione equivalente al triplo di quella che corrisponde al peso di cui è caricata l'animella, ossia valvola di sicurezza, nel caso dell'ordinario andamento della macchina.

4.° La valvola, che per costruzione deve potersi muovere sempre o facilmente, si dovrà perciò caricare del peso tutto al più equivalente alla terza parte di quella pressione alla quale la caldaja pel vapore fu sottoposta nel tempo dell'esperimento. La commissione incaricata dell'esame ed esperimento all'atto della visita della macchina applicherà un bollo tanto al braccio di leva della valvola, quanto al peso di cui è caricato.

Il braccio di leva della valvola di sicu

rezza sarà costrutto in guisa che il peso da esso pendente possa bensì portarsi più vicino al punto d'appoggio della leva, ma non mai esserne allontanato più di quello che corrisponde al carico maggiore già determinato che la valvola deve sostenere.

5° Non va ad avere accesso al luogo dove trovasi la valvola se non che il macehinista o quegli cui è affidata la direzione della macchina, e questi è risponsabile del regolamento e della conservazione in buono stato della medesima.

Nella parte esterna del recinto chiuso a grata, dove deve custodirsi la valvola colla leva e peso corrispondenti, ovvero in altra parte esterna della macchina a vapore, in luogo facile a vedersi sarà esposta una tavoletta, sulla quale siavi esattamente indicato il diametro della valvola ed il peso del quale essa secondo il risultamento della visita può essere caricata, affinchè ognuno possa facilmente accertarsi del giusto carico della stessa.

6.° Avvertesi però espressamente che il proprietario o l'institore della macchina in forza di questo preventivo esperimento della caldaja non viene esonerato dalla risponsabilità riguardo al successivo continuo buono stato della macchina, essendo questo primo esperimento diretto soltanto a scoprire quei difetti che possono far temere lo scoppio dell'apparecchio nei primi momenti che si adopera, e non mai per l'ulteriore continuato uso del medesimo. Quindi il proprietario o l'institore rimane risponsabile del pericolo proveniente dall'uso della macchina; anzi gli corre l'obbligo nel progresso dell'uso della caldaja di assicurarsi di tempo in tempo mediante replicate prove della non diminuita saldezza della medesima.

7.° Per provvedere alla sicurezza, anche nel caso che l'indicata valvola per qualunque

siasi accidente non potesse regolarmente agire, è da applicarsi ad ogni macchina a vapore uno zaffo o turacciolo da contrassegnarsi con bollo. Il turacciolo dev'esser fatto di lega metallica di piombo, stagno e bismuto, e posto in tale parte della caldaia che possa riscaldarsi alla stessa temperatura dei vapori; per il che quando avesse a fondersi, tosto ne rimanga aperto nella caldaja il foro. Quella lega metallica deve fondersi ad un grado di temperatura cui corrisponda quella forza espansiva dei vapori, la quale equivale a due terzi della totale pressione sotto della quale l'apparecchio a vapore venne esperimentato. Perciò, secondo le cautele indicate ai SS 3.° e 7.°, se p. e. la valvola di sicurezza è regolata in modo che sopportar debba qual carico massimo il peso di un'atmosfera, che è quanto dire la pressione di una colonna di mercurio alta 28 pollici, oltre quella dell'atmosfera istessa, la resistenza della caldaia deve esperimentarsi sottoponendola al peso di tre atmosfere, ed il grado di temperatura cui la lega metallica da adoperarsi si fonda deve corrispondere a quello cui la forza espansiva dei vapori equivale alla pressione di due atmosfere. 8.” Quegli a) che trascura di fare l'ordinata notificazione per la preventiva visita della macchina a vapore prima di farne uso;

b) che, avanti che sia eseguita la visita, mette in opera una macchina notificata; c) che si prevale di una macchina riconosciuta nell' istituito esame non sicura; d) che assume il governo della propria macchina un macchinista sprovveduto dei certificati di capacità comprovata da preventivo esame sostenuto presso i relativi stabilimenti d'istruzione; e) che negligenta l'osservanza che la valvola sia sempre e con facilità movibile; f) che permette l'accesso nel recinto in cui è chiusa la valvola ad altri, ai quali non incumbe la direzione ed il governo della macchina, o che non ne custodisce a dovere la chiave; g) che nel regolare la macchina mostra imperizia; h) che carica la valvola oltre quanto è determinato; i) che cambia la lega metallica con altra meno fusibile; l) Quegli cui in generale fosse imputabile qualche fatto od omissione, per modo che nell'uso della macchina a vapore possa nascere il pericolo della fisica sicurezza, si fa reo di una grave trasgressione di polizia, e verrà punito a termine dei SS89 e 183, parte seconda del codice penale.

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