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(N.° 19.) LE competenze ai periti giudiziali dovranno essere determinate da quei giudizi che avranno decretato la perizia.

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Dovendo le perizie giudiziali di qualsisia specie, siccome atti giudiziali, inspirare la più grande fiducia, e perciò essere immuni da qualunque apparenza di favore per l'una o per l'altra parte, e ritenuto che questo scopo mal si raggiunge col metodo finora sussistente di permettere il libero accordo stragiudiziale coi periti e di pagare agli stessi una quota determinata in ragione dell'ammontare della stima, S. M. I. R. A. si degnò di ordinare che entrambi questi inconvenienti abbiano d'ora in poi a cessare.

Vien quindi, in esecuzione della sovrana risoluzione del 21 novembre 183o, ordinato che le competenze dovute dalle parti ai periti giudiziali siano per l'avvenire determinate,

salvo il ricorso all'autorità superiore, da quei giudizi che avranno decretato la perizia ed ai quali la stessa debbe perciò presentarsi. S'intende da sè che esaminando le specifiche dettagliate, da cui apparirà il tempo impiegato nella perizia in ragione di giorni e di ore, e le quali saranno dai periti prodotte unitamente alla stima, debbano i giudizi nella determinazione della meritata ricompensa avere il conveniente riguardo non solo al vero tempo impiegato, ma ben anche alle cognizioni nell'arte ed al domicilio dei periti, non che ai rapporti delle parti ed ai prezzi correnti dei generi necessari alla vita. Milano, il 2 maggio 1831.

Il Conte DI HARTIG, Governatore.

Marchese D'ADDA, Vicepresidente.

Cav. CRESPI, Consigliere.

(N.° 2o.) FoRME da osservarsi nelle cessioni volontarie delle pensioni assegnate sulle pub

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All'oggetto di regolare le forme da osservarsi nelle cessioni volontarie delle pensioni, dietro i concerti presi tra la camera aulica generale, il supremo tribunale di giustizia e la commissione aulica di legislazione in oggetti giudiziari, si è determinato quanto segue:

« Il pensionato può cedere e dare a pegno » la sua pensione come ogni altro sussidio » personale assegnatogli sulle pubbliche casse » entro quei confini medesimi che dalle norme » sussistenti sono posti alle esecuzioni giudi» ziarie, e però fino alla metà. Il cessionario » o il creditore cui siasi data in pegno la » pensione deve rivolgersi al giudice perso» nale del pensionato con una istanza in triplo » corredata del documento originale e di una » copia di esso all'effetto che sia decretata

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l'annotazione sulla pubblica cassa del diritto concessogli dal suo documento. » Qualora l'atto faccia piena prova della verità del suo contenuto e altronde non emerga alcun dubbio sulla capacità persomale del pensionato, il giudice decreta immediatamente l'istanza, ordinandone l'intimazione alla controparte e alla pubblica cassa, e contemporaneamente ne informa ex officio l'autorità da cui la cassa dipende, analogamente al S 4o 1 del regolamento giudiziario. » L'originale viene restituito coll'esemplare

» della sua domanda all'istante. Nel caso di » dubbio il giudice ordina la comparsa delle » parti a breve termine. Contro il decreto

del giudice ha luogo il ricorso conformemente alle disposizioni del regolamento giudiziario.

» L'efficacia legale della cessione e del pegno accordato si data dal momento in cui il decreto giudiziale s'intima alla pubblica Cassa. »

Milano, il 1o maggio 1831.

Il Conte DI HARTIG, GovERNATORE.
Marchese D'ADDA, Vicepresidente.

Cav. CREsri, Consigliere, (N.° 21.) La caccia dei cervi, daini, camosci e caprioli da esercitarsi in tutta l'estensione del regno, ad eccezione delle valli e dei boschi del Ticino come caccia riservata al so9rolIlO, 16 maggio 1831.

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S. A. I. e R. il serenissimo arciduca vicerè si è degnata con ossequiato dispaccio 26 settembre p.° p.°, n.° 8879 di determinare che la caccia dei cervi, daini, camosci e caprioli possa d'ora innanzi essere esercitata in appoggio a speciale licenza in tutta l'estensione del regno lombardo-veneto, ad eccezione delle valli e dei boschi del Ticino, la di cui caccia continuerà, come in addietro, ad essere riservata al sovrano. L'esercizio del suddetto genere di caccia sarà vincolato all'osservanza delle seguenti prescrizioni, che si deducono a pubblica notizia in adempimento degli ordini superiori. 1.° Niuno potrà esercitare la caccia dei suindicati animali se prima non avrà riportata

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